Il calendario del continente è suddiviso in 4 stagioni con
13 mesi di 28 giorni l'uno, non si sa a quando risalga la sua stesura,
probabilmente di opera elfica, si sa che veniva largamente utilizato
già nel periodo imperiale.
Andiamo di seguito ad elencare
le stagioni e i mesi ad essa associati.
Questa stagione è caratterizzata dal periodo più
freddo dell'anno, inizia per consetudine l'ottavo giorno del mese
dell'agrifoglio e finisce il quattordicesimo giorno del mese
dell'arancio. Durante questo periodo l'attività agricola
è quasi nulla a parte l'allevamento di bestiame nelle
stalle.
E lo stesso spostamento di carovane da una zona
all'altra è praticamente nullo.
Il freddo che arriva
dalle valli a nord intorpidisce un po' tutte le regioni costringendo
la stragrande maggioranza delle popolazioni a barricarsi in casa per
evitare il freddo; questo è il periodo delle feste di taverna
con canti, balli e serate di allegria e birra.
Questa stagione è caratterizzata dallo scioglimento delle
nevi nelle zone montane e dall'arrivo delle prime brezze tiepide dal
mare, è una stagione che accompagna gli abitanti del continente
verso un tempo sempre più mite e caldo, per consuetudine inizia
con il quindicesimo giorno del mese dell'arancio e finisce il
ventunesimo giorno del mese del grano.
In molti villaggi,
specialmente nell'entroterra, è festeggiata con sagre di paese;
questa è anche la stagione i cui le maggiori carovane
commerciali del continente iniziano i loro viaggi per il trasporto di
molti generi, tra cui spezie, alimenti esotici, stoffe e materiali
pregiati.
Tra le quattro stagioni è sicuramente quella
che più di tutte ricorda l'importanza della vita e del buon
umore.
Questa stagione è caratterizzata dal un caldo decisamente
opprimente che varia a seconda delle zone.
Ventilato sulle
città costiere, umido e afoso nelle campagne, decisamente
ostile nell'entroterra della valle desertificata.
In questo
periodo dell'anno le attività a causa del grande caldo sono
ridotte al minimo e soprattutto vengono svolte verso il calar della
sera per ottenere un po' di refrigerio.
Questa è la
stagione della pesca: le grandi navi pescano sia sul mare sia sul
grande lago a sud di Silverland, tutte le città costiere
omaggiano Morrenus di doni per ottenere le benedizioni durante la
pesca.
Per consuetudine la stagione del calore inizia il
ventiduesimo giorno del mese del grano e finisce il ventottesimo
giorno del mese della palma.
Con la fine del mese della palma si entra ufficialmente nella
stagione del torpore, questa stagione è caratterizzata da un
tempo uggioso, le giornate lentamente si accorciano per lasciare
spazio a serate lunghe e a volte noiose magari in taverna con gli
amici, oppure chiusi in casa davanti al focolare.
Durante la
stagione del torpore tutte le popolazioni libere si preparano
all'arrivo della nuova stagione del grande freddo.
Per
consuetudine la stagione del torpore inizia il primo giorno del mese
dell'uva e finisce il settimo giorno del mese dell'agrifoglio.
I mesi che compongono l'anno sono:
Mese dedicato alla pianta che più di tutte rappresenta la stagione del grande freddo, queste piante sono molto diffuse sulle montagne e nord del continente.
Mese dedicato alla pianta che non muore mai, anche con il freddo più estremo, i cui aghi sono pungenti come il freddo stesso.
Mese dedicato alla pianta che in questo periodo dà i suoi frutti, l'arancio è anche il mese che accompagna l'intero continente verso la nuova stagione.
Mese dedicato alla piantina gialla, il decimo giorno del mese
è usanza tra i contadini delle valli di donare alle donne dei
loro villaggi mazzetti di questa pianta che simboleggia la
vita.
Questo per buon augurio per i futuri raccolti.
Le giornate più lunghe e il clima sempre più caldo fanno del mese del ciliegio uno tra i più belli e gradevoli. Durante questo mese le popolazioni elfiche indicono feste e sagre in onore dalla dea Sardacon protettrice della natura.
Il mese del grano è il mese dei grandi raccolti di frumento,
questo è il periodo più prolifico per l'agricoltura,
è usanza dei contadini portare doni ai vari templi di Laridol
sparsi un po' per tutto il continente per poter ottenere da questi la
benedizione per un anno sereno e benevolo.
Il mese del grano
inoltre accompagna le genti verso la nuova stagione del calore.
Questo mese è per lo più caratterizzato dalle grandi
carovane che giunte a destinazione creano vere e proprie sagre di
paese.
Tutto il continente è nel pieno
dell'attività, gli scambi commerciali sono al loro apice.
Il mese del cocomero prende il nome da un'usanza molto antica,
infatti durante la notte tra il diciannovesimo e il ventesimo giorno
del mese vi fu una sanguinosa battaglia fra l'esercito elfico e
un'orda di barbari orchi.
La tradizione vuole che gli elfi, la
notte prima della battaglia, trovandosi senza viveri si siano nutriti
di soli cocomeri, il giorno dopo la guerra fu vinta dagli elfi.
Questo mese come da tradizione segna il periodo di cambio di
reggenza tra gli elfi.
A differenza di molte altre razze, dove
il passaggio avviene per morte dal reggente, per gli elfi il passaggio
di reggenza dal vecchio a nuovo reggente avviene quando questi
è ancora vivo anche se avanti negli anni.
La tradizione
vuole che il nuovo reggente debba passare sotto un arco fatto con
foglie di palme, e che la celebrazione si svolga sempre in questo
mese.
Il mese della palma accompagna i popoli del continente
verso la stagione del torpore.
Il mese dell'uva prepara tutti i popoli del continente al passaggio
dal caldo opprimente della stagione calda al clima più mite
della stagione del torpore.
Molti villaggi accendono falò
verso la fine del mese per salutare la stagione che finisce, le varie
vendemmie vengono scandite da canti contadini, feste di paese e non
solo.
Il mese della lavanda è un mese ancora climaticamente
temperato e godibile, le serate ormai fresche non permettono
più passeggiate, ma conciliano grandi feste attorno a
falò nei villaggi, nelle città questo è il mese
del fermento e della preparazione alla stagione del grande freddo,
avvengono le semine e l'immagazzinamento di tutti i viveri di prima
necessità.
Molte carovane fanno ritorno verso le loro
città d'origine, mentre il caldo sta diventando velocemente un
lontano ricordo.
Il mese delle castagne prende il nome dai frutti che più
abbondantemente si riversano nei vari mercati rionali o di
paese.
I ceti piuù poveri usano spesso la farina di
castagne per produrre il pane.
Il clima ormai freddo non
permette più attività all'aperto.
Il mese dell'agrifoglio introduce alla stagione del grande freddo,
già verso la metà del mese i primi venti freddi che
giungono dalle valli montane a nord costringono gli abitanti di
città e villaggi a barricarsi in casa al caldo.
Piantine
di agrifoglio sempre verdi spuntano tra le prime coltri di neve
fresca.