Nessuno sa con precisione quando gli dei cominciarono ad
interessarsi agli affari delle razze che vivono sul
continente.
Un po' ovunque cominciarono a manifestarsi culti, ad
apparire esseri viventi che si proclamavano profeti in
terra.
Dai pochi resti giunti fino ai giorni nostri pare che
già nell'anno 3200 dell'era antecedente all'impero di Selinude
gli dei si manifestassero in tutta la loro potenza.
Erano anni
di caos, anni di guerre fratricide. Risale a quel periodo la scissione
fra gli elfi di superficie e gli elfi del profondo, comunemente
chiamati drow.
Le varie razze erano già presenti in
grande quantità all'epoca, ma il periodo cronologico che
più di tutti è stato ricordato come periodo buio fu
l'era dell'impero di Selinude.
Selinude era una fiorente città portuale che aveva capito la
necessità di scambi commerciali. Attorno a loro le razze
combattevano e si ammazzavano, ma i selinudi prosperavano, in breve
tempo la città divenne multietnica, e si espanse così
tanto da dover obbligare il consiglio cittadino a nominare un
reggente.
Il reggente e i suoi successori portarono ulteriore
benessere alla città, che crebbe e incominciò a creare
insediamenti nelle vicinanze, ambasciatori andarono verso le foreste
elfiche e verso le varie comunità naniche e gnomiche che vi
erano sulla terra ferma.
La costa dove la città ormai
fiorente si affacciava divenne la costa dei delfini. Questo nome le
venne dato per la presenza dei delfini al seguito delle navi
mercantili.
Ma si sa, la ricchezza e il benessere annebbiano la mente, e
così, con il passare dei secoli, i vari reggenti si fecero
arroganti e cominciarono a minacciare le comunità
vicine.
Il passo fu breve, non ci volle molto prima che le varie
razze si trovassero in conflitto con i selinudi, che da parte loro
erano ormai tecnologicamemte avanzati.
Tutta l'armata di terra
era dotata di armi di fattura eccezionale, corazze impenetrabili, la
flotta era potentissima, nessuno poteva competere, persino i draghi
che vivevano sul continente evitavano di affrontare in campo aperto
l'esercito di Selinude.
Voreb, ultimo reggente e adoratore di
Vurgan, si proclamò imperatore, e cosi nacque l'impero.
Culti dedicati a Vurgan nacquero ovunque, a mano a mano la follia e
la brama di sangue scalzarono la saggezza e la vita.
All'apice
della sua potenza e splendore nella capitale venivano eseguiti
quotidianamente riti, che culminavano in sacrifici di esseri umani e
non solo: elfi, nani, non vi era razza che non venisse sacrificata a
Vurgan.
Poi accadde qualcosa di incredibile: la leggenda narra
di come gli dei, stanchi di tanta sofferenza e spargimento di sangue,
abbiano creato il cataclisma che ha distrutto l'impero. La capitale
venne rasa al suolo, a migliaia perirono. L'imperatore stesso non si
salvò. Quello che ancora era più sconcertante fu che,
mentre gli dei punivano i selinudi, Vurgan non fece nulla e si
beò della distruzione di tutto l'impero.
Da allora molto è cambiato. Gli abitanti delle terre emerse
hanno battezzato questo periodo come seconda era dopo la
catastrofe.
Adesso le varie razze vivono in pace in
comunità o città stato, vi sono fiorenti scambi
commerciali, le città più grosse sono multietniche, il
benessere è tangibile, ma per quanto?
Il periodo esatto in cui gli dei cominciarono a seguire gli eventi
del continente non sono noti, c'è chi ha posto questo periodo a
un anno 0 dell'era pre-imperiale.
Una cosa è risaputa:
quando gli dei decisero di seguire quello che accadeva tutto il
pantheon era già esistente, e non è da escludere che
forse gli dei non facciano altro che osservare il sorgere e il
decadere delle varie razze sin dalla notte dei tempi.
Nell'anno 0 dell'era pre-imperiale l'unica razza senziente di cui
si conosce l'esistenza erano i draghi.
Di queste stupende
creature non si è mai saputo molto, ma una cosa è certa:
i draghi dell'epoca non erano certo come quelli attuali; molto
più litigiosi, senza nessuna capacità magica, erano
più simili a enormi lucertole che non sprecavano occasione per
azzuffarsi fra loro, a volte alcuni erano più illuminati,
dotati già allora dell'intelletto e della capacità di
comunicare, si dice che vennero scelti dagli dei come razza
prediletta, tutte le altre razze erano pressoché inesistenti o
ai primi stadi dell'evoluzione.
Nell'anno 10000 dell'era pre-imperiale i draghi erano già
presenti in quantità più che decuplicata sul continente,
i loro corpi erano più simili a quelli dei draghi attuali,
avevano anche già la capacità di volare, anche se per
brevi distanze, le loro ali non erano ancora abbastanza forti per
sorreggere la loro mole, il loro colore era ancora uguale per tutti,
ovvero il marrone.
Nelle immense foreste si incominciavano a
intravedere i primi insediamenti di quelli che sarebbero stati tra
tutti i popoli quello più nobile: gli elfi. All'epoca erano
più simili a delle creature dotate di coda e pelliccia,
già in grado di erigersi su due zampe, avevano sensi molto
sviluppati e un innato amore verso la natura, erbivori, si nutrivano
di bacche, frutti e altro ancora che le grandi foreste fornivano in
grande quantità. La scelta del vivere nelle foreste era dettata
dal fatto che i draghi non disdegnavano avere carne di elfo per
cena.
Nell'anno 15000 dell'era pre-imperiale i draghi avevano acquisito
completamente la capacità di volare. Nacquero i primi esemplari
dotati di pigmentazione diversa, tra questi spiccavano in modo
notevole i maestosi rossi, possenti e spietati, grandi
cacciatori.
Le foreste erano ancora abitate da elfi, che avevano
perso quasi completamente il pelo e anche la coda, era di questo
periodo la creazione di un loro primo rudimentale metodo di
comunicazione fatto di segni e suoni. Non si vedevano altre razze
nelle terre conosciute.
Nell'anno 17432 dell'era pre-imperiale nasceva il primo grande consiglio draconico.
Nell'anno 20000 dell'era pre-imperiale la società draconica
viveva in clan, ciascuno con un suo capo, l'evoluzione aveva ormai
raggiunto l'apice, vi erano draghi di ogni colore, rosso, verde,
bianco, blu, e anche draghi cosiddetti metallici, in quanto le loro
scaglie erano di tonalità simile al metallo, dall'oro al
bronzo, dal rame all'argento, vi erano anche alcuni prismatici, di
solito messi a capo dei clan o a custodia dei luoghi di
culto.
La magia era largamente praticata dai draghi, i quali
riescono a padroneggiarla senza alcuno sforzo. Alcune leggende narrano
che è stato grazie alla magia che i draghi si sono evoluti in
quello che tutti noi adesso conosciamo; fu sempre di questo periodo il
primo grande scisma fra i cromatici e i metallici: i primi più
istintivi e violenti e i secondi più riflessivi e
pacati. Comunque in entrambe le fazioni non vi è mai stato un
disaccordo notevole e le leggi sacre vengono tutt'ora rispettate, una
fra tutte quella di continuare a perpetrare la specie attraverso la
schiusa delle uova e non attraverso il grembo materno.
Si dice
che i cromatici più conservatori avessero imposto questa scelta
all'alto consiglio, mentre i metallici raggiunsero un accordo che
vietava a tutti i cromatici di continuare a cacciare
indiscriminatamente creature di ogni specie, soprattutto in
riferimento all'apparizione dei primi uomini e dei primi nani, e
naturalmente agli elfi, ormai razza organizzata e ben radicata nelle
foreste.
Nell'anno 43000 dell'era pre-imperiale i draghi compresero appieno
la gravità della loro presenza sul continente, ormai la
popolazione draconica era immensa, la loro civiltà altamente
avanzata grazie alla magia. I draghi compresero che non avrebbero
potuto ancora per molto sopravvivere sul continente neanche a spese di
altre razze.
Le terre conosciute erano popolate da umani che
avevano creato nel frattempo grandi insediamenti e villaggi, era una
vita alquanto nomade ancora e con regole alquanto barbare, ma che agli
occhi dei draghi sarebbe presto sfociata in una delle razze più
fiorenti.
Gli elfi erano ormai completamente integrati con le
foreste, la loro grazia era ammirata perfino dai draghi.
I nani,
che temevano i draghi, preferivano vivere nelle viscere della terra,
scavando e cercando immense vene di metalli nobili con i quali
creavano veri e propri capolavori di artigianato.
Si
intravedevano le prime piccole comunità di halfling e qualche
sparuto gruppo di gnomi qua e là, le cui origini restano
tutt'ora ignote.
Tutte queste razze toglievano notevoli fonti di
sostentamento ai draghi, che ormai dal canto loro troppo civilizzati
non concepivano neanche per errore di cibarsi di altre razze
illuminate; solo alcuni esemplari rivoltosi facevano quello che
volevano, ma erano vere e proprie mosche bianche.
Quello fu il
periodo in cui gli elfi cominciarono a padroneggiare la magia.
Nell'anno 43121 dell'era pre-imperiale i draghi aprirono un varco
dimensionale lasciando quasi completamente il continente e
rifugiandosi in quello che fu battezzato dai saggi come il piano
draconico.
Alcuni clan restarono, ma erano una parte molto
ridotta del vecchio popolo, scelsero l'esilio. Ormai considerati
esseri semidivini, i draghi rimasti da allora hanno assistito in modo
quasi impassibile all'evoluzione del continente, con i suoi pro e suoi
contro.
Nell'anno 52453 dell'era pre-imperiale gli insediamenti elfici
erano ormai prolifici, grazie alle conoscenze magiche gli elfi
riuscirono a prolungare la loro vita, gli umani avevano ormai
raggiunto un certo equilibro e guerre fratricide fra clan non ne
nascevano più. Cominciarono a sorgere le prime città
regno; la popolazione nanica era anch'essa una popolazione di tutto
rispetto.
Quello era l'anno della grande disputa, si racconta di
una disputa fra razze su quale fosse la più brava nel creare
meravigliose opere d'arte. Ovviamente gli elfi, alquanto altezzosi,
credevano di essere loro i migliori, ma quando, durante la grande
esposizione di Bosco Acero, il clan nanico di Graskar espose le sue
opere, l'attuale reggente elfico non poté non ammettere la
superiorità nanica nella manifattura di tali opere, e senza
l'ausilio della magia per di più: un grave
smacco. Scoppiò una furente lite tra elfi e nani, vennero quasi
alle armi, ma poi la saggezze prevalse e tutto si chetò, da
allora gli elfi disprezzano (o forse invidiano?) i nani, esseri
grotteschi e tozzi eppure capaci di creare simili meravigliosi
oggetti.
Nell'anno 67349 dell'era pre-imperiale vi fu la prima crisi elfica,
gli elfi restavano gli unici in grado di gestire la magia, le altre
razze, nonostante le richieste incessanti, non potevano, semplicemente
perché gli elfi non insegnavano loro, ma nel consiglio elfico i
dubbi cominciavano a serpeggiare, elfi più idealisti e votati
all'uguaglianza dei popoli volevano aprire le porte della conoscenza
elfica a tutte le razze: nacquero moti spontanei, manifestazioni e
proteste, molte comunità elfiche entrarono in guerra, una
guerra fratricida e senza senso.
Uno degli episodi più
eclatanti racconta della maga elfica Sharzina, la quale, con la scusa
delle guerre intestine che stavano dilaniando il popolo elfico,
riuscì a infilarsi dentro alla sacra biblioteca del reame
elfico di Rith.
Rith era una città stupenda che si
estendeva per tutta la grande foresta elfica, in realtà a
Sharzina non importava nulla della parità di diritti sulla
magia tra elfi e le altre razze, lei mirava a scoprire i segreti
celati nella biblioteca, quella dove sono celate le grandi magie
proibite. Purtroppo per lei e per il suo gruppo di sovversivi Sharzina
venne scoperta, la sua ingenuità e la sua avidità le
costarono parecchio, lei e tutto il suo clan vennero banditi dalla
comunità elfica e marchiati con una pigmentazione magica,la
loro pelle divenne di un nero alabastro.
Cacciata via, Sharzina
giurò che si sarebbe vendicata di tale affronto, non se ne
seppe più nulla, ma da lì a 1000 anni più avanti
alcuni elfi dello stesso colore nelle notti di luna piena a volte
emergono dalla terra in cerca di creature inermi da uccidere
(preferibilmente elfi) e da fare prigioniere. Chiunque sia stato
catturato da un elfo oscuro (comunemente chiamato drow) difficilmente
rivedrà la sua casa e difficilmente riuscirà a
sopravvivere a lungo.
Di questi elfi scuri si sa poco, a parte
che vivono sotto terra e odiano tutto e tutti; gli elfi di superficie
li considerano male puro e non esitano a ucciderli a vista se capita
l'occasione.
Nell'anno 74000 dell'era pre-imperiale un manipolo di elfi, tra cui anche qualche arcimago, partì per una ricerca di studio sulla magia nei climi torridi e freddi, non se ne seppe più nulla.
Nell'anno 82137 dell'era pre-imperiale vi fu il grande scisma: dopo il fallimentare evento che portò alla crisi elfica gli elfi vissero ancora nell'isolamento magico per parecchi millenni, ma per alcuni ormai i tempi erano maturi e anche le altre razze dovevano cominciare a padroneggiare la magia. Il più grande fautore di questa corrente di pensiero era l'arcimago Silferin, custode dei sacri tomi della grande biblioteca di Rith, che un giorno decise che avrebbe portato la magia nelle terre conosciute, dove gli altri popoli erano ormai abituati alla presenza degli elfi e rispettavano questa antica razza, solo i nani erano più restii.
Nell'anno 82156 dell'era pre-imperiale Silferin partì
nonostante le critiche del grande consiglio, che tuttavia non
poté opporsi. Silferin viaggiò parecchio, finché
giunse sulle rive del mare in una piccola cittadina portuale che
viveva di commercio e di pesca, la sua gente era cordiale e ospitale e
Silferin fu colpito da tanta bontà d'animo e simpatia: quella
cittadina era Selinude.
Andando contro la legge che obbligava
ogni mago a non avere più di un singolo allievo per volta al
quale tramandare le conoscenze magiche, Silferin creò la prima
scuola di magia. Inutile dire che fu un successo: genti da tutte le
parti venivano per imparare la magia, uomini, nani, gnomi, perfino
halfling, gli stessi elfi facevano la fila per avere il permesso di
poter seguire le lezioni. In breve una scuola non bastò
più e nacque la grande accademia della magia.
Il grande
consiglio elfico convocò Silferin per metterlo in guardia sui
potenziali pericoli dell'istruzione di massa della magia, ma questi,
accecato dal successo e dalla buona fede, non ascoltò gli
avvertimenti. Selinude crebbe, crebbe anche troppo in fretta e
nell'arco di poco più di un secolo divenne una della
città multietniche più grandi al mondo.
Nell'anno 82496 dell'era pre-imperiale, alla morte di Silferin si contavano almeno 4 accademie di magia sparse per la sola Selinude, la città aveva raggiunto un livello di potere e splendore tali da far impallidire chiunque, compresi i grandi draghi.
Nell'anno 1 dell'era imperiale, dopo la morte di Silferin il passo
fu breve, il reggente dell'epoca, un tempo allievo di Silferin, un
tale di nome Voreb, compì un vero e proprio colpo di stato,
prendendo possesso di tutti gli organi amministrativi della
città. Con l'aiuto di alcuni fedelissimi falcidiò tutti
i suoi oppositori in quella che fu ribattezzata la notte delle cento
lame. Il mattino dopo Voreb era imperatore e Selinude divenne
città imperiale.
Da lì allo scoppio delle varie
guerre il passo fu breve, la tecnologia offensiva dell'apparato
selinude era eccezionale e i suoi maghi erano troppo potenti per
essere arginati; nell'arco di soli 10 anni tutte le terre sulla costa
e nell'entroterra fino alla grande foresta elfica erano sotto
l'egemonia dell'impero.
Negli anni successivi Voreb innalzò vari templi in onore di
Vurgan e il male dilagò per il mondo conosciuto.
Il reame
di Rith reagì alle aggressioni e la grande guerra dei 1000 anni
cominciò, per 1000 anni selinudi ed elfi, aiutati da tutte le
altre razze, combatterono una guerra che avrebbe lasciato sul campo
milioni di vite. Persino i draghi in alcune rarissime occasioni si
schierarono con l'alleanza elfica, ma i selinudi erano troppo avanti,
troppo evoluti e tutti i popoli sapevano che prima o poi avrebbero
capitolato.
Durante il periodo dell'era imperiale i sacrifici
umani a Vurgan erano all'ordine del giorno, il male serpeggiava
ovunque, intere razze furono rese schiave. Solo gli elfi resistettero,
grazie alla magia, e gli umani, grazie al loro incredibile spirito di
adattamento.
I nani si chiusero sotto terra e resistettero, ma
razze come quella halfling e gnomica arrivarono quasi a
estinguersi.
Durante l'era imperiale una nuova razza sorse, era
quella mezzorca, nata dall'incrocio di maschi orchi con femmine
umane.
Nell'anno 1023 dell'era imperiale un cataclisma distrusse la
città di Selinude. A detta di molti fu opera degli dei, che
stanchi di vedere tanto dolore e sofferenza decisero di radere al
suolo la città imperiale, ma un dubbio tutt'ora permane: se gli
dei decisero che Selinude era troppo malvagia, perchè Vurgan
non fece nulla?
Il cataclisma distrusse tutto, la città
venne rasa al suolo, nacque la valle desertificata, la capitale fu
ridotta in rovine, il mare si prosciugò e l'intera flotta
navale venne distrutta, a milioni persero la vita durante il
cataclisma; purtroppo altre nozioni non sono note.
Anno 1 della seconda era dopo la catastrofe.
Ovviamente dopo
la distruzione della capitale l'impero cadde, ma non si dissolse; era
vastissimo e i suoi abitanti non si lasciarono abbattere da quello che
era successo, nell'arco di poco più di 5 anni le forze
imperiali erano di nuovo pronte a dar battaglia, ma qualcosa era
cambiato: il cataclisma aveva distrutto la capitale, immense
conoscenze andarono perdute e forse fu proprio questa la vera rovina
dell'impero.
Vi furono guerre, scaramucce e scontri per altri
1200 anni, ma oramai il reame elfico era nettamente in vantaggio e le
altre razze dopo la catastrofe avevano alzato la testa.
Anno 1234 della seconda era dopo la catastrofe.
Questo fu uno
degli anni più significativi della seconda era: un'alleanza di
elfi, guidati da Peliath, di nani e di uomini ha dato battaglia presso
i confini sud della grande foresta, annientando quello che restava
delle armate e legioni del vecchio impero. Ormai l'impero di Selinude
era solo un ricordo legato a un ammasso di rovine abbandonate.
Anno 1333 della seconda era dopo la catastrofe.
Nacque la
città di Silverland sulle sponde del grande lago a nord, la
città prese il nome dalla miniere di argento che vi erano sui
monti a nord, quelle miniere erano abitate da nani che estraevano quel
nobile metallo da millenni.
La città di Silverland fu per
parecchi secoli splendente e all'apice del benessere, il suo
fondatore, re Cornelius, era un uomo guidato dalla fede in
Laridol.
Si racconta che fu lo stesso Laridol in sogno a
mostrare a Cornelius dove costruire la sua città.
Anno 1350 della seconda era dopo la catastrofe.
Re Cornelius
fondò l'ordine della Mano Aperta, un ordine di paladini devoti
a Laridol. La Mano Aperta fu sempre svincolata dalla corona: i
paladini operarono sempre in piena autonomia seguendo gli ideali di
Laridol.
L'ordine sarebbe rimasto operativo per ben 600 anni,
dopo di che, per motivi tutt'ora poco noti, sarebbe stato chiuso da un
discendente di Cornelius, Castaghir.
Anno 2521 della seconda era dopo la catastrofe.
Dopo oltre
2500 anni, per la prima volta in modo concreto il male si ridesta
nelle terre libere. Selinude non esiste più, solo rovine e
sabbia, ma il male ha perdurato: l'apertura di alcuni portali ha
permesso l'arrivo di demoni sul continente. Questi si sono prodigati
per ricreare l'armata dell'antica città imperiale, nell'arco di
breve tempo, a causa di varie vicissitudini, una vera e propria armata
non morta metterà a ferro e fuoco tutti i popoli
liberi.
Le perdite saranno notevoli, l'armata verrà
respinta dall'alleanza dei popoli liberi, Umani, Elfi, Nani e Gnomi,
supportati da Halfling e Mezzorchi. In presenza del pericolo persino
gli alleati più improbabili appaiono: le tribù Tauren e
Cobolde hanno contribuito, insieme anche ad alcune fazioni Goblinoidi,
a respingere il male.
I demoni sono stati uccisi o ricacciati,
la terra ne è uscita fuori devastata, eroici combattenti sono
periti. Per fronteggiare un eventuale futuro attacco, ad opera di
alcuni guerrieri della fede di Laridol, è stato ristabilito,
dopo quasi 600 anni, l'ordine della Mano Aperta.
La vita
continua... La ricostruzione è già in atto.